REGOLE PER CURARE I FIORI DEL TUO CERVELLO - ImproVR Training
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REGOLE PER CURARE I FIORI DEL TUO CERVELLO

Jesse Gomez neuroscienziato dell’università di Stanford spiegò così il concetto di neuroplasticità: “Immaginate un giardino 10×10 con un certo numero di fiori. Immaginate che il numero dei fiori rimanga sempre lo stesso, ma che steli, petali e foglie diventino man mano più complessi”.

Tutti noi abbiamo un corredo genetico rappresentato dalle piante e dagli alberi presenti nel giardino; se questi verranno annacquati e curati cresceranno sani, forti e si espanderanno, altrimenti col tempo, decadranno.

Chi è appassionato di giardinaggio lo sa bene, ci sono molte regole da rispettare se si vogliono sviluppare bene le piante, lo stesso dicasi per il cervello.

Avevamo già parlato del processo di neuroplasticità in un articolo precedente. Di seguito una serie di regole che ci indicano come si può modificare il nostro cervello, in meglio ma anche in peggio:

  • REGOLA N.1: Usalo o perdilo: il cervello è stato creato per lavorare in economia, se non viene utilizzata una sua parte lui “smette di considerarla” per fare spazio a quelle aree che vengono maggiormente utilizzate. Questa legge ti fa capire che se non annacqui una pianta del giardino, questa muore, ma al contrario se è presente una pianta poco forte e fragile, con le dovute attenzioni può divere bella e rigogliosa.
  • REGOLA N.2: Specificità: il tessuto cerebrale si modifica in modo specifico a quello stimolo specifico. Per esempio se mi alleno a fare il diritto nel tennis ho una modificazione (sinaptogenesi cerebrale) che è diversa da quando faccio uno squat (sinaptogenesi midollare) che è ancora diversa da quando faccio corsa di fondo (angiogenesi).
  • REGOLA N.3: Timing: quanto un certo stimolo viene presentato. Maggiore è, e maggiore sarà la plasticità.
  • REGOLA N.4: Difficoltà: a seconda del livello di difficoltà abbiamo maggiore o minore plasticità. Attenzione però perchè non sempre maggiore difficoltà è funzionale all’obiettivo.
  • REGOLA N.5: Salienza: se pongo l’attenzione su quello stimolo l’attività neurale è maggiore e di conseguenza anche la plasticità.
  • REGOLA N.6 Altri fattori: la ripetizione, l’età, le interferenze, ecc.