“HAI UN SOLO NEURONE” - ImproVR Training
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“HAI UN SOLO NEURONE”

Quante volte abbiamo sentito dire questa? bhe adesso coloro che  (scherzosamente) hanno un solo neurone, potranno con un pò di allenamento acquisirne di nuovi.

Era infatti il 1998 quando Ericsson, nel suo laboratorio, fece una scoperta grandiosa: riuscì a dimostrare per la prima volta la nascita di nuovi neuroni nel cervello umano.

Lo scienziato aveva messo nell’organismo di pazienti affetti da cancro un marker (BrdU) precedentemente usato per rilevare la nascita di nuovi neuroni negli animali. Dopo la morte dei pazienti e l’analisi del loro tessuto cerebrale, notò che erano presenti nuovi neuroni dopo l’immissione del marcatore.

In questo modo dimostrò la capacità del cervello di creare nuovi neuroni, processo definito come: Neurogenesi.

Molti altri scienziati prima di Ericsson cercarono di capire se anche il cervello, come le altre parti del nostro corpo: pelle, ossa, muscoli, fosse in grado di rigenerarsi. Lo studio del 1998 infatti non è altro che la punta di un iceberg di una lunga serie di esperimenti fatti sugli animali: prima con i ratti (Altman & Das, 1965), poi sui fringuelli (Nottebohm, 1985) e sui primati (Gould, McEwan, Tanaput, Galea & Fuchs, 1997).

L’altro fenomeno invece largamente dimostrato è la Sinaptogenesi, ossia la capacità del nostro cervello di cambiare continuamente dalla nascita fino alla morte.

Questo fenomeno è stato dimostrato per la prima volta nel 1949 da Hebb il quale trovò che quando una cellula eccitava un’altra ripetutamente, si notava un cambiamento in una o in entrambe le cellule; in particolare si vedeva una crescita nel numero di dendriti, più connessioni sinaptiche e maggiori “arborizzazioni”.

Se è vero da un lato che il cervello ha capacità plastiche e di modifica, dall’altro è un organo molto pigro, al quale non piace che ci siano troppi “affollamenti”. Per questo si, se stimolato crea nuove connessioni, ma viceversa se una parte non viene utilizzata, col tempo, degenera.

Questi due fenomeni si ricollegano all’articolo già pubblicato sulla Neuroplasticità.