BOTTOM UP E TOP DOWN: i due processi attentivi - ImproVR Training
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BOTTOM UP E TOP DOWN: i due processi attentivi

Vi è mai capitato che qualcosa improvvisamente catturi la vostra attenzione? Cosa guida questo processo? E perché proprio quella cosa vi ha attratto particolarmente?

In questo mini-articolo cercheremo di capire i processi che stanno alla base di questi processi.

Abbiamo già definito l’attenzione come una specie di filtro che fa passare certe informazioni e ne trattiene altre che non sono utili in quel momento per il compito che stiamo svolgendo.

Il nostro sistema nervoso infatti non sarebbe in grado, altrimenti, di elaborare quella mole di informazioni.

Tuttavia, la nostra attenzione non è sempre cosi “ai nostri ordini” e in generale possiamo dire che la modalità con cui un oggetto o evento viene processato dal sistema visivo, dipende dal fatto che venga utilizzato un processo bottom up piuttosto che top down.

Il processo bottom up lavora in una singola direzione dall’input sensoriale, da qui attraverso l’analisi percettiva arriva all’output motorio, senza coinvolgere il feedback di ritorno. Durante il bottom up le caratteristiche e i dettagli presenti in un oggetto o locazione sono percepiti molto spesso inconsciamente, e poi usati per direzionare il comportamento motorio.  Queste caratteristiche includono: colore, testi, movimenti, confini, e altre proprietà inerenti le immagini. Un altro aspetto del processo bottom up sono le caratteristiche di salienza, che possono determinare l’orientamento dell’attenzione.

Le caratteristiche di salienza tendono ad essere indipendenti dalla natura di un particolare compito. Se uno stimolo è sufficientemente saliente infatti catturerà inevitabilmente la nostra attenzione. Quando le caratteristiche salienti sono nuove o avvengono eventi inusuali, loro comandano immediatamente l’attenzione.

Durante il processo top down invece, il flusso di informazioni è “guidato” da conoscenze che derivano da precedenti esperienze piuttosto che da stimolazioni sensoriali (Corbetta &  Shulman 2002).

Questo processo è affetto dalla nostra memoria, dai nostri obiettivi, dalle nostre aspettative e dalla somma di conoscenze ed esperienze che abbiamo di una certa situazione. Il processo top down spesso avviene rapidamente ed ha qualità di collegamento con: consapevolezza, intuizioni, grado di esperienza, che una persona ha in quello sport o in quell’ambito.

La performance motoria è affetta da entrambi i processi: bottom up come la novità e l’inesperienza in una particolare situazione o sport, e top down per gestire l’anticipazione, le aspettative, gli obiettivi e le intenzioni.

il contesto di lavoro gioca un ruolo maggiore nel processo top down (Newell’s 1986), ed include limitazioni organiche come stato mentale, obiettivi, aspettative, cosi come ambiente e limiti dovuti al compito. Nello sport, il giocatore d’elite impara ad ignorare molti stimoli bottom up come la folla, gli agenti atmosferici, le spinte dell’avversario, e a mantenere il focus verso gli stimoli top down. A differenza del giocatori inesperti, i quali non sono ancora in grado di discriminare e ad assegnare significato alle informazioni , o a dare un ordine di importanza alle azioni/cose/elementi che renderebbero la prestazione migliore.