LIMITAZIONI DELL’APPRENDIMENTO MOTORIO - ImproVR Training
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LIMITAZIONI DELL’APPRENDIMENTO MOTORIO

Una delle teorie più consolidate sullo studio dell’apprendimento motorio è quella denominata: “Constraints-Led Perspetctive”. Questa teoria di basa su tre limitazioni che interagiscono con quello che sarà il futuro apprendimento. Sempre questa teoria porta in primo piano l’importanza del ciclo percezione-azioni, di cui abbiamo già accennato precedentemente, il quale cerca attivamente informazioni dall’ambiente.

Le tre limitazioni sono:

  • Limitazioni organiche: che includono parametri come peso, altezza, forma, connessioni sinaptiche, funzionalità corporee. Sono inerenti alla persona e sono affette dalla genetica, nutrizione, sviluppo ed esperienze di allenamento. Tuttavia, comparando pallavolisti di alto livello con quelli di medio livello, Vickers e Adolphe (1997) videro che le statistiche di correttezza di passaggio e ricezione degli esperti era del 62% contro un 50% dell’altro gruppo. Analizzando le caratteristiche organiche tra cui: vo2max, forza, flessibilità, peso, altezza di salto, ecc, non trovarono differenze significative. I due gruppi invece differivano significativamente nell’abilità di “leggere” il servizio e nel seguire la palla prima della ricezione.
  • Limitazioni ambientali: si fa riferimento a limitazioni esterne al corpo: gravità, temperatura, luminosità, percorsi, ed altre caratteristiche provenienti dall’ambiente. Questi tipi di limitazioni vengono spesso usate da atleti e allenatori per permettere il miglioramento di alcune abilità, come la corsa in salita, allenamenti in altura, ecc.
  • Limitazioni del compito: le quali includono: l’obiettivo del compito, limitazioni della risposta dinamica, l’implemento di risposte dinamiche. Spesso negli studi scientifici si trovano delle differenze nelle strategie di sguardo utilizzate dai soggetti non tanto per una differenza di abilità, quanto per una differenza di compito.

Questo tipo di limitazioni possono essere di tre tipi:

  1. L’obiettivo del compito è preservato;
  2. I ruoli dello sport sono preservati nel protocollo di ricerca cosi che il compito è svolto sotto una limitazione normale dello sport;
  3. Gli “implementi” usati per svolgere il compito sono preservati in modo che gli atleti sono testati entro ambienti che sono gli stessi o molto simili, a quelli in cui giocano. Agli atleti è anche richiesto di usare le attrezzature specifiche del loro sport e talvolta anche di competere contro avversari.

Quando si studia il comportamento di un atleta o una sua abilità è necessario contestualizzare facendo riferimento a queste tre limitazioni in modo da non cadere vittima di un risultato “falsato” e quindi saltare a conclusioni lontane da quella che è poi la realtà.